CAD Designer & Orafo
D’Amico La Valle Gioielli
Dal brief e budget del cliente alla modellazione Rhino, rendering, preparazione alla stampa e produzione in laboratorio. Il processo progettuale continua fino all’oggetto fisico finito.
Lavoro tra oggetti fisici, software e ingegneria. Cambiano gli strumenti, ma il processo rimane lo stesso: capire il problema, rendere visibili i vincoli, costruire, testare e rifinire finché il risultato funziona.


Il mio percorso non è iniziato dal software. Ho studiato discipline visive, lavorato tra fotografia e grafica, attraversato il marketing e poi sono entrato nella produzione orafa e nel CAD. A ogni passaggio è cambiata la scala del problema, ma non la domanda di fondo: come può un’idea diventare qualcosa di chiaro, utile e reale?
Lavorare in laboratorio ha reso il design fisico. La geometria doveva sopravvivere a stampa, fusione, assemblaggio, finitura e lavoro a banco. Questo ciclo di feedback ha cambiato il mio modo di pensare: un modello non è finito quando appare corretto, ma quando può esistere fuori dallo schermo.
Il software nasce dallo stesso impulso. Ho iniziato costruendo piccoli strumenti intorno a problemi che avevo davvero, per poi arrivare a domande ingegneristiche più profonde. Oggi studio Ingegneria Informatica continuando a progettare oggetti fisici e sviluppare software in modo indipendente.
D’Amico La Valle Gioielli
Dal brief e budget del cliente alla modellazione Rhino, rendering, preparazione alla stampa e produzione in laboratorio. Il processo progettuale continua fino all’oggetto fisico finito.
Universitas Mercatorum
Studio formale dell’informatica e dell’ingegneria affiancato al lavoro pratico su software, sistemi ed esperimenti tecnici.
utility macOS · tooling · ricerca
Piccole utility native, strumenti per developer e ricerca tecnica costruiti intorno a vincoli concreti, non a idee di prodotto speculative.
Studio di Product Design all’Accademia di Belle Arti di Roma, con una base centrata su forma, proporzione e pensiero sull’oggetto.
Lavoro professionale con immagini, composizione e comunicazione visiva tra fotografia e progettazione grafica.
Lavoro su posizionamento, comunicazione e relazione tra prodotto, contesto e persone a cui deve arrivare.
Passaggio dalla rappresentazione alla produzione: geometria, materiali, tolleranze, prototipazione e finitura fisica.
Lo studio di Ingegneria Informatica e i progetti software indipendenti estendono la stessa logica progettuale dagli oggetti fisici agli strumenti e ai sistemi.
Uso queste tre parole per descrivere un processo continuo. Non sono titoli professionali: sono livelli diversi dello stesso lavoro.
Lo strato visibile: proporzione, usabilità, gerarchia e carattere dell’oggetto o dell’interfaccia.
La logica nascosta: geometria, meccanica, vincoli, sistemi e il ragionamento che rende possibile ciò che si vede.
Il punto in cui i due livelli diventano reali: un prodotto finito, uno strumento funzionante, un prototipo o un esperimento misurato.
Materiale, memoria, geometria, API o limiti produttivi non sono ostacoli da aggiungere dopo. Definiscono il progetto fin dall’inizio.
Un render, una stampa in resina, una piccola utility o un benchmark possono mostrare il problema reale più velocemente di un lungo piano astratto.
Preferisco rimanere vicino a ciò che succede dopo il design: produzione, implementazione, test e utilizzo finale.
Un risultato tecnicamente corretto non è completo se interazione, presentazione o finitura fisica indeboliscono ancora l’oggetto.
Il portfolio è organizzato per risultato — software, ricerca e CAD — ma la pratica alla base è la stessa: capire abbastanza bene un problema reale da poter costruire una risposta precisa.