Una pietra ha definito l’intero progetto.
Lo smeraldo apparteneva già alla cliente. L’anello doveva quindi nascere attorno a una pietra esistente, senza costringerla dentro una montatura pensata in precedenza.
Una cliente, avvocato, è arrivata con uno smeraldo di sua proprietà di circa 12 carati e una richiesta precisa: creare un anello capace di sollevare molto la pietra dal dito e renderla il centro assoluto del gioiello.
Lo smeraldo apparteneva già alla cliente. L’anello doveva quindi nascere attorno a una pietra esistente, senza costringerla dentro una montatura pensata in precedenza.
La richiesta era una struttura volutamente alta: lo smeraldo doveva emergere dalla mano e mostrare immediatamente volume, presenza e importanza.
Piccoli smeraldi lab-grown riprendono il colore della pietra principale senza contenderle l’attenzione: Ø 1 mm sul castone e Ø 2 mm lungo il gambo.
Il CAD è servito a controllare il rapporto tra gambo, castone, griffe e pietra, bilanciando l’altezza richiesta con sostegno, proporzioni e producibilità.
La commissione finale unisce oro 18 kt, lo smeraldo centrale della cliente di circa 12 ct e piccoli smeraldi lab-grown. Il valore del progetto è stato di €3.000, esclusa la pietra centrale.
Poiché lo smeraldo centrale apparteneva già alla cliente, le sue proporzioni erano il punto fisso del progetto. Il design è cresciuto attorno a questo vincolo: montatura alta, forte presenza verticale, struttura sicura e piccoli smeraldi di contorno capaci di rafforzare il colore senza togliere attenzione alla pietra principale.